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Battlezone
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mwbgmwbwBattlezone (mwcalett. "zona di battaglia") è un mwcqvideogioco arcade prodotto da mwcgAtari nel mwcw1980. Mostra una visione mwdareticolata in prima persona, utilizzando mwdqgrafica vettoriale, su di uno schermo a mwdgtubo catodico in bianco e nero, che appare in sezioni verde e rossa grazie a materiale trasparente sovrapposto. Per via della novità di gioco e l'aspetto, questo gioco fu molto popolare per diversi anni.

Durante gli anni 80 mweaBattlezone è stato convertito per diversi computer domestici, tra cui mweqIBM compatibile, mwegApple II, mwewAtari ST, mwfaCommodore 64, mwfqZX Spectrum e mwfgAtari XEGS. La versione per mwfwAtari 2600 utilizza mwgagrafica raster per via delle limitazioni tecniche.

Contents

Note

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Modalità di gioco

L'ambiente è una pianura con orizzonte montagnoso, sono visibili anche la luna crescente e un vulcano in eruzione. Il giocatore controlla un mwhacarro armato con visuale in prima persona, in grado di ruotare su sé stesso, avanzare, indietreggiare e sparare ad alzo zero colpi che vengono visualizzati come piccole piramidi che viaggiano puntate verso l'obiettivo. La torretta non è girevole ma solidale al carro, per cui la visuale coinciderà sempre con la direzione dello spostamento. Sulla pianura sono sparsi vari solidi geometrici come piramidi e cubi, trasparenti e indistruttibili, che possono essere usati come riparo. In alto sullo schermo appare anche un mwhqradar che mostra la posizione del nemico.

Si combatte perlopiù contro altri carri armati, che superata una soglia di punteggio diventano del modello più veloce e dalla sagoma più ristretta. Ogni tanto appaiono anche dischi volanti che si muovono lentamente sullo sfondo, e missili guidati che percorrono una traiettoria spezzata imprevedibile. I dischi volanti sono innocui, ma non appaiono al radar. Si può sparare solo un colpo alla volta: una volta partito non si avrà a disposizione il successivo, finché quello sparato non avrà colpito il bersaglio o avrà raggiunto il limite di gittata. Anche i nemici appaiono in campo sempre uno alla volta; eliminato uno, entra in gioco il successivo. L'UFO può apparire contemporaneamente a un carro armato, e perfino essere accidentalmente colpito da questo. Tutti i nemici si distruggono con un solo colpo, inclusi i missili. Così come il proprio carro, che se colpito visualizzerà sullo schermo delle linee di frattura. Si vincono nuove mwhwvite a varie soglie di punteggio.

Macchina da sala

La macchina da mwigsala giochi standard era verticale, con una sorta di "mwiwperiscopio" da cui si osserva il gioco appoggiandovi la faccia, ma è comunque possibile agli spettatori osservare lo schermo dai lati. In seguito uscì anche una versione senza periscopio. La macchina senza periscopio uscì anche in versione più piccola e mwjamwjqcocktail, con schermo inclinato verso l'alto.

I comandi sono due mwjwjoystick, entrambi con solo movimento fronte-retro, ognuno dei quali controlla uno dei due cingoli, il movimento perciò è il risultato della combinazione dei due (es. per ruotare su sé stessi si mandano i cingoli in direzioni opposte). Solo uno dei joystick include un pulsante per sparare.

Durante l'inserimento delle iniziali per il mwkqrecord si sente la mwkgmwkwOuverture 1812 di mwlaPëtr Il'ič Čajkovskij.

Sviluppo

La tecnica vettoriale è simile a quella di giochi come mwlwmwmaAsteroids. Il gioco fu sviluppato da mwmqEd Rotberg, che sviluppò molti giochi per mwmgAtari, mwmwAtari Games e mwnaSente.

Atari e la sua sussidiaria mwngKee Games avevano già pubblicato giochi simili, ma bidimensionali, nella serie di mwnwmwoaTank.

L'aspetto di mwogBattlezone ha anche somiglianze con il videogioco mwowPanther, scritto per il sistema mwpqPLATO nel mwpg1975.

Una versione chiamata mwqaThe Bradley Trainer (anche conosciuta come mwqqArmy Battlezone o mwqgMilitary Battlezone) fu sviluppata per l'utilizzo per l'mwqwesercito degli Stati Uniti per addestrare mitragliatori sul mwramwrqBradley Fighting Vehicle. Solo due vennero prodotti; uno fu consegnato all'esercito e si presume si sia perduto, e l'altro si trova in una collezione privata. Il simulatore era basato sul controllo del Bradley Fighting Vehicle e più tardi riutilizzato nel gioco arcade Star Wars. Il mwrgBradley Trainer differisce notevolmente dal Battlezone originale poiché possiede elicotteri, missili e mitragliatrici; in più il carro armato del guidatore non si muove, e i fucili ruotano semplicemente. Apparentemente alcuni sviluppatori all'interno dell'mwrwAtari rifiutarono di lavorare sul progetto per la sua associazione con l'esercito.

Poiché utilizza mwsqgrafica 3D in prima persona, combinata con un vero e proprio "visore" in cui il giocatore mette la faccia, mwsgBattlezone può essere considerato il primo vero gioco in mwswrealtà virtuale. Analogamente, il Bradley Trainer è considerato il primo apparecchio di addestramento in realtà virtuale utilizzato dall'esercito statunitense.

Serie ufficiale

mwtgBattlezone ha avuto una serie di seguiti e rifacimenti ufficialicite-ref-1[1], a partire da mwuwBattlezone 2000 per mwvaAtari Lynx, che include un "gioco nascosto" con solidi non trasparenti.

Nel mwvg1998 la mwvwActivision ha pubblicato un rifacimento in 3D per mwwaMicrosoft Windows, chiamato sempre mwwqmwwgBattlezone. La somiglianza però è minima, essendo un gioco ben più complicato, con elementi di mwwwstrategia in tempo reale.

mwxqBattlezone II: Combat Commander è un altro seguito, pubblicato dalla mwxwPandemic Studios nel mwya1999.

Eredità

mwywBattlezone ha ispirato numerosi cloni e varianticite-ref-2[2].

mwaqRed Baron è uno pseudo-seguito della stessa mwawAtari, del mwba1980, che riciclava molto dell'hardware di Battlezone.

Un gioco molto simile chiamato mwbgmwbwStellar 7 (1983) venne pubblicato per Commodore 64 e portato anche a Apple II, DOS e mwcaAmiga. Ebbe un seguito, mwcqNova 9, per Amiga e DOS, della mwcgSierra Online. Un clone di mwcwBattlezone per il sistema operativo Domain/OS venne scritto nel 1986cite-ref-3[3]. Anche mweqRommel's Revenge ed mwewEncounter (1983) per vari computer, mwfqmwfgArena (1985) per ZX Spectrum e Amstrad CPC, mwfwmwgaBacklash (1987) per Atari ST e Amiga, mwgqmwggBattle Command (1990) per varie piattaforme, e mwgwmwhaSpectre (1991) per mwhqMacintosh, hanno somiglianze più o meno forti con mwhgBattlezone.

Le workstation mwiaSGI dei primi anni novanta avevano un gioco derivato, chiamato mwiqBZcite-ref-4[4], con supporto per mwjgmultigiocatore in rete e possibilità di lanciare missili guidati.

Su mwkaSourceForge è disponibile una versione mwkqopen source, mwkgmwkwBZFlag (mwlaBattleZone mwlqCapture the Flagmwlg), con supporto di rete e vera grafica 3D.

mwmaT-Mek della mwmgAtari, del mwmw1994, è un altro discendente di mwnaBattlezone, molto più complesso. La macchina da sala è fatta a cabina con sedile integrato per il giocatore.

Note

cite-note-11. mwow(mwpamwpqEN) mwpgmwpwGruppo di videogiochi: Battlezone series, su mwqamwqqMobyGames, Blue Flame Labs.
cite-note-22. mwrq(mwrgmwrwEN) mwsamwsqGruppo di videogiochi: Battlezone variants, su mwsgmwswMobyGames, Blue Flame Labs.
cite-note-33. mwtw(mwuamwuqEN) mwugmwuwThe Apollo Archive, su mwvajim.rees.org.
cite-note-44. mwwa(mwwqmwwgEN) mwwwmwxaBZ(6D), su mwxqtechpubs.sgi.com. mwxgURL consultato il 4 agosto 2017 mwxw(archiviato dall'mwyaurl originale il 30 settembre 2007).

Bibliografia

• citeref-videogiochi-13Battlezone (JPG) (Atari VCS), in Videogiochi, n. 13, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, marzo 1984, pp. 70-71, ISSN 0392-8918.
• citeref-electronic-games-5Battlezone (JPG) (Atari VCS), in Electronic Games, n. 5, Cinisello Balsamo, JCE, maggio 1984, pp. 75-76, OCLC 955377306.
• mwzg(EN) Tony Mott, Battlezone, in 1001 Video Games You Must Play Before You Die, Hachette UK, 5 dicembre 2011.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Battlezone

Collegamenti esterni

• citerefbanca-dati-mameBattlezone, su Arcade Database.
• mw1a(EN) Battlezone, su MobyGames, Blue Flame Labs.
• citerefgamerankings(EN) Battlezone, su GameFAQs, Red Ventures.
• citerefkiller-list-of-videogames(EN) Battlezone, su Killer List of Videogames, The International Arcade Museum.
• citerefready64Roberto Nicoletti, Battlezone, su Ready64.org.
• mw2a(EN) Versione ufficiale Atari online, su games.atari.com. URL consultato il 13 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2007).
• mw2g(EN) Atari Battlezone; storia del gioco, su markn.users.netlink.co.uk. URL consultato il 6 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2012).
• mw3a(EN) Bradley Trainer, su safestuff.com.
• citereflemon64(EN) Kim Lemon, Battlezone, su Lemon64.com.
• citerefzxdb(EN) Battlezone, su SpectrumComputing.co.uk.
• citerefatarimania(EN) Battlezone, su Atarimania.com - ST TT Falcon.
• mw4q(EN) Battlezone 2000, su MobyGames, Blue Flame Labs.